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...Luca Provenzani e' giovanissimo eppure dimostra una maturità ben maggiore di colleghi molto piu' anziani di lui... Il solista ha risolto con sicurezza sorprendente dal punto di vista tecnico sia nelle non facili vedute virtuosistiche che nel delicato equilibrio sonoro (Mendelssohn Sonata n.d.r.),non potendo fare a meno di ammirare l'espressivita' semplice e sincera frutto pero' di uno studio e di una ricercatezza con pochi temi di confronto. Lo stesso discorso vale per l'Elegia di Faure' dove il ruolo preponderante del violoncello metteva inmostra nel 17enne P. doti e capacita' di virtuoso di razza...

G.Pellegrini - Il Tirreno - 15.11.89

 

...del Provenzani (appena 17enne) non si può non elogiare la sua notevole tecnica e la sua ottima interpretazione dei brani eseguiti. Con il suo strumento il Provenzani è riuscito a trascinare l'intero uditorio con una esecuzione sempre molto intensa e calibrata, una sicura padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi, con una continua ricerca della forma e della interpretazione musicale da offrire... Applausi per il giovane di cui sentiremo sicuramente parlare e che vorremmo volentieri riascoltare

N.Palmile - Il Quotidiano Foggia - 1.5.90

 

... l'O.R.T.s'inchina a Provenzani ... il violoncellista rivelazione....

Dalle selezioni promosse dall'Orchestra Regionale Toscana è uscito un solo vincitore, Luca Provenzani. Il ventunenne si è presentato al pubblico per eseguire il Concerto di Saint-Saens...a dire il vero, dalla sicurezza mostrata in palcoscenico, dalla grinta esecutiva, dalla disinvoltura protagonistica sembrava che il giovane Provenzani fosse ormai un solista consumato piuttosto che una nuova recluta del concertismo. Evidentemente la stoffa è proprio quella giusta, e il livello altissimo dell'interpretazione ha convinto davvero tutti. Senza eccessi passionali tenendo sempre presente l'eleganza del canto, Provenzani ha superato in scioltezza tutte le difficoltà tecniche del pezzo e ha nobilitato la pagina un pò zuccherosa di Saint-Saens con un suono di magnifica caratura, fraseggiando con libertà e con perfetto controllo. L'esecuzione, davvero mirabile ha suscitato una ovazione interminabile che ha costretto il Provenzani a suonare ancora da solo, due sublimi pagine di Bach, nelle quali ha saputo dar riprova della nobiltà del suo modo di suonare, della bella cavata e della sua intonazione senza pecche... Così giovane così esperto...

A.Batisti - La Repubblica Firenze - 11.6.94

 

Provenzani, festa della fantasia.

In scena il vincitore della selezione giovani solisti dell'ORT. Festa grande per Provenzani vincitore della selezione ORT. Una manifestazione prevedibile di affetto tributata a questo violoncellista ventunenne dal pubblico della sua città ,ma anche il sacrosanto riconoscimento di una prova andata ben al di là della dimostrazione di spolvero e di grinta che ci si attende dal vincitore di un concorso. Provenzani è indubbiamente uno strumentista di talento non comune. L'intensità e la morbidezza di suono, il controllo dell'intonazione pressoché impeccabile anche nei passi più rischiosi,la classe del suo modo di porgere già bastano a chiamare rispetto. Provenzani si impone all'attenzione dell'ascolto per la torrenziale originalità di idee, la fantasia scalpitante del fraseggio, la concentrazione e la profondita espressiva di chi sa veramente scendere al cuore della musica che esegue. Lo si può verificare in un lavoro curioso come il Concerto di Saint-Saens. Quest'opera di delicata restituzione, non solo per l'indubbia difficoltà delle note, ha trovato nel Provenzani un interprete capace di conciliare l'ardore quasi improvvisatorio dell'accento con quella lievità di tono e quella pulitezza formale che sono prerogative irrinunciabili del fascinoso manierismo di Saint-Saens. Un'orchestra tesa e lucente, pronta ad aderire come un guanto alla personalissima coerenza dei teneri ripiegamenti e dei guizzi estrosi suggeriti dal violoncello. Un' autentica ovazione per il giovane violoncellista che ha risposto a tanta insistenza di applausi con due bellissimi fuori programma di Bach.

L.Pinzauti - La Nazione Firenze - 11.6.94

 

...Austeri rigori da camera...sono stati calorosamente applauditi per la brillantezza delle esecuzioni...Grossi talenti...Il duo Provenzani-Barbini si distingue per le doti espressive non comuni, una varietà di suono che si adatta assai bene tanto all'eloquio dolce quanto allo scatto imperioso. Davvero notevole l'intesa conl'ottima pianista Barbini...Applausi scroscianti.

M.Bizzarini - Il Giornale di Brescia - 5.7.95

 

Il violoncellista fiorentino Provenzani e l'ottima pianista Barbini, uniti in un duo molto affiatato ed equilibrato, hanno riscosso un formidabile successo. L'ampia cavata, la solidità tecnica e l'intelligenza interpretativa del giovane strumentista, coadiuvato in maniera ammirevole dalla pianista hanno concorso ad entusiasmare il pubblico. Scroscianti applausi e concessione di fuori programma.

Musica e Scuola - giugno 95

 

il premio speciale dedicato a Libero Lana va al Duo Provenzani- Barbini che ha notevolmente impressionato per l’esecuzione della Prima sonata di Brahms.

Il Piccolo di Trieste – 1.6.97

 

…..le associazioni “Gioventù Musicale” e “Chamber music Trio di Trieste” hanno dato via libera all’Auditoriuma un concerto tanto intenso quanto speciale. Invitando sul podio il duo Provenzani-Barbini si è colta l’occasione per ricordare Libero Lana...Provenzani e Barbini hanno confermato che i riconoscimentia loro attribuiti sono meritati. E forse il pubblico ha pensato che anche l’incontentabile Lana avrebbe annuito soddisfatto alla fantasiosa, ma puntuale, sagomatura della Fuga beethoveniana, alle spettacolari e disinvolte variazioni di Martinu, al rapido alternarsi fra timbri grotteschi e spettetrali in Sciostakovich ,fino al Largo di Chopin offerto fuori programma.

Claudio Gherbitz - Il Piccolo di Trieste – 18.12.97

 

Magie di virtuosi interpreti...Ottime esecuzioni del Duo Provenzani-Barbini...un ottimo concerto quello proposto dal Duo Provenzani-Barbini sicuramente una delle migliori serate al Sancarlino tra quelle promosse dalla Fondazione Romanini. Dopo quattro anni di attività e un decisivo periodo di formazione sotto la guida di Franco Rossi il Duo Provenzani-Barbini possiede tutte le caratteristiche di una formazione musicale matura. Spesso nei giovani musicisti si ammira la preparazione tecnica o lo slancio virtuosistico; in questo caso abbiamo apprezzato prima di tutto la musicalità e la naturalezza dell’interpretazione. Scorrendo il curriculum del duo si nota un premio speciale della giuria per l’esecuzione di una sonata di Beethoven al concorso“F.Cilea” di Palmi ed.1995. Dopo aver ascoltato la Sonata op.102 n.2 di Beethoven non possiamo altro che confermare la distinta bontà interpretativa dei due musicisti. Capire la natura di questa composizione enigmatica, rendere con alta eloquenza la profondità misteriosa dell’Adagio, dare coerenza ai contrasti del primo movimento o del Fugato conclusivo sono compiti ardui per ogni musicista, ma il Duo Provenzani-Barbini dimostra di saper cogliere appieno la logica del discorso musicale. La pianista si distingueva subito come camerista scrupolosa e soprattutto molto musicale. D’altro il violoncellista dava il meglio di se nella variegata Sonata in Re minore op.40 di Schostakovich una composizione dagli sviluppi imprevedibili con un primo tempo cantabile, un allegro piccante e un finale con accenni di moto perpetuo. La sicurezza dell’esecuzione, la sintonia dell’assieme, la vividezza dei contrasti erano tali da rendere davvero avvincente questo autentico caleidoscopio sonoro. Lungamente applaudito il Duo Provenzani-Barbiniha concesso un paio di bis: un intenso largo dalla Sonata di Chopin e la celeberrima melodia del Cigno dal Carnevale degli animali di Saint-Saens.

M. Bizzarrini – Giornale di Brescia – 21.2.98

 

Sette Variazioni e tanti applausi per il giovane duo... il violoncellista Provenzani è giovane, ma ha sicuramente i numeri per distinguersi nel panorama musicale italiano...il risultato è il grande divertimento del pubblico nei tempi veloci...il Duo ha dunque meritato gli applausi (tantissimi) del pubblico. Come bis il bellissimo Largo di Chopin, molto gradito dal pubblico in sala.

L.Fertonani - Bresciaoggi - 21.2.98

Arezzo sbanca CastelFranco – Concorso Nazionale di violoncello Serato - Vittoria a un duo toscano Il Duo Provenzani-Barbini ha trionfato alla seconda edizione del Concorso Serato aggiudicandosi il premio di dieci milioni, mettendo in carniere per il 1999 ben dodici concerti in tutta Italia oltre alla possibilità di incidere un CD. Lui ventisei lei ventisette non sono nuovi ad exploit del genere basti pensare alle affermazioni in molti concorsi di musica da camera come l’Aram, Corsico, Palmi. Impeccabile nella serata conclusiva la loro interpretazione della Sonata di Shostakovic, la sonata di Beethoven e il virtuosismo finale con “Variazioni su tema di Rossini” di Martinu. Il duo aretino ha convinto pubblico e commissione giudicatrice per la straordinaria tecnica strumentale e per la grande musicalità che si è indubbiamente giovata di un affiatamento fuori dal comune. Il premio speciale per la migliore interpretazione per la sonata romantica sempre al Duo Provenzani-Barbini.

A.Valenti – Il Gazzettino di Treviso – 29.3.1999

...convincente il Duo ProvenzaniBarbini...un notevole crescendo, dai grandissimi a Faurè, Debussy e Shostakovitch. Un duo promettente e che ha messo in luce un notevole affiatamento quello formato dal violoncellista Luca P. e dalla pianista Fabiana B. che l’altra sera al Teatro Nuovo hanno presentato un bel programma da concerto per la rassegna giovani concertisti italiani che fa parte del cartellone degli “Amici della Musica”...Ciò che colpisce, nella proposta musicale del duo, è un particolare senso di sobrietà e di misura interpretativa e, nel violoncello di Provenzani, un ottimo controllo dell’arco e dell’intonazione; un senso della misura che nell’esecuzione delle Variazioni beethoveniane si è tradotto in un’esecuzione fatta di calibrate cesellature del dialogo strumentale, in un clima ancora tutto settecentesco. Una cantabilità tesa ed appassionata, quasi brahmsiana, con una notevole cura dei contrasti dinamici, con sonorità del violoncello che si assottigliavano in impercettibili pianissimo, ha quindi caratterizzato l’esecuzione dell’Elegia di Faurè...Assai efficace e convincente l’esecuzione della sonata di Shostakovitch, sia nei tratti concitati ed animati che nei momenti di disteso e rarefatto lirismo, evidenziando una notevole gamma di colori timbrici, la complessità delle implicazioni e la connessione dei diversi episodi. Crescendo di consensi da parte del pubblico, con due bis concessi, pezzi celebri da antologia: Il Cigno di Saint-Saens e l’Umoresca di Dvorak.

Fabio Zannoni - L’Arena di Verona - 21.02.2001



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